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5 gennaio 2016

• Fonti indifferenti •

Bibliografia e sitografia

  • Enciclopedia Treccani
  • Proust M., L'indifferente, Einaudi ("Nuovi coralli" n. 392), Torino, 1978.
  • Moravia A., Gli indifferenti, Tascabili Bompiani, 1929.
  • Scott C. E., Living with indifference, Indiana University Press, 2007.
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Indifferenza
  • http://archiviostorico.corriere.it/1999/dicembre/28/Primo_Levi_una_vittoria_contro_co_0_99122810706.shtml
  • http://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=34220
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Apatia
  • http://www.goodreads.com/quotes/803418-it-may-well-be-that-we-will-have-to-repent
  • http://www.ire-land.it/mitologia/divinita/moire.html


Approfondimenti
  • Mirone L., Gli insabbiati, LIT EDIZIONI, 2014.
  • Rosati A., Mafia e cultura mafiosa, Luigi Pellegrini Editore, 2014.
  • Zampierini A. e Menegatto M., La società degli indifferenti, 2011.
  • Wasserman L. D., Martin Luther King, Jr: the molding of nonviolence as a philosophy and strategy, Boston University, 1972.
  • Varnedoe K., Una squisita indifferenza, Leonardo Editore, Milano, 1990.
  • Barcellona P., Diritto senza società: dal disincanto all'indifferenza, EDIZIONI DEDALO, 2003.
  • http://www.salepepe.it/tecniche-base/come-fare-riso/le-qualita-e-gli-usi-del-riso/
  • http://www.greenstyle.it/tofu-cosa-come-si-usa-126181.html
  • https://ilcircolodeibloggernonscomparsi.wordpress.com/2013/05/27/lindifferenza-della-natura-nellarte/
  • http://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/indifferenza/

17 dicembre 2015

• L'indifferenza nel romanzo •

Copertina del libro.

Gli indifferenti - Alberto Moravia, 1929.
Il romanzo racconta la storia di una famiglia composta da persone incapaci di provare sentimenti, privi di alcuno stimolo di fronte al declino economico della stessa, contrapponendovi l'amante della madre, personaggio immune da qualsiasi scrupolo o crisi di coscienza e disposto con ogni mezzo a raggiungere i propri scopi. I personaggi vivono dunque in balia della noia e dell'indifferenza, affrontando con scarsa vitalità gli imprevisti e le situazioni che gli si presentano, infatti il racconto mantiene un'andamento lineare, non presentando una reale conclusione.

Qui il concetto di indifferenza emerge a livello psicologico, lo scrittore vuole rappresentare la meschinità e l'iprocrisia della società borghese e ci riesce con perfetto realismo, delineando i personaggi come degli inetti di fronte alle vicissitudini che la vita gli sottopone.

16 dicembre 2015

• Il cinema indifferente •

Good - L'indifferenza del bene • diretto da Vicente Amorim, 2008.

Basato sull'omonima opera teatrale  di C.P. Taylor.
Trama
Il film racconta la storia di un professore, John Halder, che scrive un romanzo all'interno del quale esplora la propria situazione personale, dimostrandosi favorevole all'eutanasia, richiamando l'attenzione di potenti figure politiche appartenenti al partito nazista.
Dopo una breve resistenza l'uomo si lascia affascinare dalla nuova ed importante posizione, che gli permetterà di ascendere verso i vertici del partito, illudendosi che l'orrore nazista non si sarebbe mai spinto fino ad eliminare coloro che venivano ritenuti diversi. Nel frattempo tenta di far fuggire il proprio amico e psicanalista ebreo.
Alcuni anni dopo, cercando le tracce del proprio compagno, giungerà ad un campo di concentramento in Slesia, dove comprenderà l'orrore dei lager e il fatto che l'amico sia stato eliminato.


L'aspetto dell'indifferenza
Il concetto di indifferenza, all'interno della storia, è strettamente connessa ad un argomento storico molto importante: la Shoah. L'atteggiamento assunto dai leader del partito nazista e successivamente dalle persone che aderirono a tale ideologia è profondamente permeato da un senso di indifferenza, nella forma forse più atroce, cioè quella nei confronti della vita. Le innumerevoli stragi e uccisioni commesse verso la popolazione ebraica e tutti coloro i quali venissero considerati "diversi", lasciano un profondo solco nella storia dell'etica umana, perciò è necessario non dimenticare mai gli errori commessi, specialmente in tempi in cui la società sembra essere colpita da una profonda forma di indifferenza.

11 novembre 2015

• Indifferenza nell'Odissea •

All'interno del poema epico di Omero, l'Odissea, vengono trattati innumerevoli topoi, primo tra tutti il viaggio di ritorno in patria, intorno al quale si sviluppa tutto l'intreccio. Il tema dell'indifferenza si manifesta nel corso del racconto in diversi episodi, primo tra tutti è l'atteggiamento degli dei, che permea l'intera narrazione. Questi si dimostrano avversi e indifferenti alla situazione di Ulisse, sottoponendolo a molteplici difficoltà e privandolo del loro aiuto in situazioni estreme.

Un secondo esempio può essere indicato nel momento del rientro in patria, quando l'eroe incontra parenti, amici e servitori, che non lo riconoscono e lo trattano con indifferenza, mista ad ostilità, tanto che persino sua moglie, l'amata Penelope, fatica ad abbandonarsi alla felicità di aver di fronte il marito tanto atteso.

Johann Heinrich Wihelm Tischbein, Odysseus and Penelope, 1802, oil on canvas, 86.8 x 107.9 cm, Private Collection
Ma ella a lungo sedette,muta,l'animo pieno
d'immoto stupore;ora nel viso guardandolo
lo ravvisava ed or gli pareva un estraneo
coperto il corpo com'era di misere vesti.

10 novembre 2015

• L'indifferenza nel fumetto •




La vignetta è tratta dalla graphic novel "300" di Frank Miller, che narra la Battaglia delle Termopili secondo la prospettiva di Leonida I, re di Sparta.In questo passo emerge si può leggere l'episodio in cui Efialte di Trachis, qui rappresentato come un gobbo, offre il proprio contributo in campo militare a Leonida, il quale lo rifiuta, indifferente alla sua condizione fisica e alle suppliche ricevute. Successivamente, di conseguenza al trattamento ricevuto e all'indifferenza degli dei, l'uomo deforme tenta il suicidio.

22 ottobre 2015

• "Se questo è un uomo" •


L'autore si serve del componimento come incipit dell'omonimo romanzo, in cui viene narrata la sua esperienza biografica all'interno dei campi nazisti. Primo Levi inizialmente si rivolge alle persone esterne all'orrore dei lager, coloro i quali non hanno mai visto ciò che davvero succedeva all'interno: chi viveva sicuro nel tepore delle proprie case, pur sapendo cosa stava accadendo nel mondo.
Lo scrittore, attraverso i versi, evoca nella mente dei lettori alcune immagini che egli aveva visto con i propri occhi, scene quotidiane molto crude, proprie di una situazione di deumanizzazione; negli ultimi versi torna a rivolgersi a chi aveva permesso che tutto ciò accadesse, celandosi dietro l'indifferenza e la paura di reagire.

15 ottobre 2015